Passaggio


 

 
 
 
Passaggio


                                  "
È il momento d’andare”,                                 
non taceva la voce,
come suono attutito
di fragori sospesi.

 
E l’ultimo disegno
sopra i vetri appannati
a comporre le tracce
del turbine impazzito;
pesava sulle cose
un silenzio irreale,
l’ottusa pace bianca
a celare il segreto.
 
Mostruosa meraviglia,
disvelato terrore,
avrebbe fatto a pezzi
l’inutile sequenza
il grido liberato.
 
“Ora è tempo d’andare."
Sentire oltre l’abbaglio
che finiva l’inganno
e un altro ne nasceva.
 

© Pietro Sassi

 
 

Ora so,
ora starò più attento…
ma non servirà a niente.

 

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E poi nulla di te

 
 
E poi nulla di te,
come di cieli aperti
sanno i miei sguardi bassi,
eppure tu ci sei
oltre il freddo dei ferri,
oltre impronte sfocate
di un immobile scatto;

eppure sopra di me
continuano a girare,
lentamente a ruotare
implacabili spazi
di silente purezza.
 
 
© Pietro Sassi 
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Era cuore di cane

                                    

 
Dammi il tuo cuore,
lo farò a brandelli,
lo darò a quei cani,
laggiù in fondo alla valle,
che hanno fame di te
e della tua carne.

Prendi il mio cuore,
fanne ciò che vuoi,
è stanco e batte appena
i secondi mancanti
alla sua ora,
e solo questo vuole.

Hanno mangiato il cuore
e il tuo è ancor vivo
nel petto che non teme
nessun colpo.
Era cuore di cane:
non ha pietà la fame.


© Pietro Sassi 
 

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Oltre la paura

 



Non è lontano il cielo
è solo a un passo
oltre la paura.

© Pietro Sassi 
 

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I miss you…

 

 

When the truth is, I miss you…

 

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Ti sorrida la notte che viene

 

 
 
 
Ti sorrida la notte che viene
ti accarezzi con dita leggere
che l’abbraccio del buio sia lieve
come questo profumo d’estate,
ora ha mani di donna la sera
ha capelli che sanno di luna
e il tuo volto posato sul seno,
lei ti culla con storie di vento
di quel vento rubato al tramonto
mentre intreccia al tuo collo ghirlande
sogni d’acqua ed antiche parole
il suo soffio odoroso di tigli
scorre piano sui tuoi occhi chiusi.
Ti sorrida la notte che viene
con quel grido randagio di vita
sopra tetti macchiati di luce,
ora ha labbra di donna la sera
ha il respiro dell’erba tagliata
e un papavero rosso di sole
da lasciarti vicino al cuscino
mentre scivola lenta dal cielo
ti accarezza il suo pianto sottile
che rimane a brillarti sul viso
.

 
© Maria Daniela Sassi

 
Potete ascoltare la bella versione musicata e cantata da Daniele Locchi,
cliccando sul link qui sotto:
 
 
 
Lo spazio di Daniela: 

Pagine bianche

Fuoco nero tra schiuma di mare
 
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Era un giorno d’aprile


   
   Era un giorno d’aprile, ora ricordo,
   e l’aria era leggera come quando
   il mattino si spoglia a poco a poco
   e nudo e chiaro il volto delle cose
   si mostra nuovo incanto di scoperta
   agli occhi che non hanno più memoria.

   Era un giorno d’aprile e non sapevo
   che i risvegli di voli, suoni e voci,
   screziata luce in festa nei cristalli,
   bloccati in sospensione d’ogni moto,
   sarebbero rimasti in quell’istante
   l’effigie senza tempo della gloria.

   Era un giorno d’aprile, ora ricordo
   e fra le mani trema un foglio bianco,
   non ricompone il segno i vivi tratti
   di chi la terra e il cielo folgorò.
   Poi furono gli artigli della notte
   a far di meraviglia solo storia.

   © Pietro Sassi
 
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